lunedì 14 aprile 2014

Diario di una esperienza 4 - Consolidamento

http://youtu.be/-cKXAq17vnA

Siamo giunti al momento dell'inizio del consolidamento. La zona particolarmente dolente all'inizio (adduttore sinistro) non crea più particolari problemi.

Nell'ambito della ricerca della postura dinamica individuale più efficae e meno invasiva si arriva a spostare il baricentro verso destra.

Questa fase di "esperienza interna" termina con la individuazione di un punto di postura dinamico lungo l'asse destra sinistra.

FASE SUCCESSIVA

Dopo aver consolidato questo punto il prossimo step è elaborare la ricerca del punto di interazione ottimale per il soggetto in funzione di un secondo asse; quello avanti dietro.

In questa fase si assisterà alla ricerca del punto intermedio. Il procedimento è analogo al precedente nonostante si lavori ora su due assi contemporaneamente.

Più precisamente si procede con un punto definito dell'asse destra sinistra interfacciato con un asse avanti-dietro.

L'obiettivo è trovare un punto che "contenga" il punto con il miglior valore compatibile tra questi due assi.

Si assisterà ad assestamenti in zone del corpo differenti proprio perchè si cambia l'asse prioritario su cui si lavora.

Scritto in altro modo, l'atleta "percepirà" fastidi in altre zone del corpo che però non sono quelle coinvolte precedentemente...

lunedì 7 aprile 2014

Diario di una esperienza 3 - Adattamento

http://youtu.be/MrItvRxwEtc


Continua il monitoraggio delle fasi di evoluzione del metodo di ottimizzazione. 

Gli stadi di avanzamento permettono di  valutare delle considerazioni che, altrimenti, non sarebbero state chiare o comunque difficilmente credibili.

La fase coordinativa della nuova postura dinamica è migliorata di molto, poi si sono aggiunte delle modifiche soprattutto nel rapporto spazio-temporale dell'interazione dei segmenti coinvolti.

Ovviamente i muscoli che prima non erano coinvolti oppure lo erano in misura marginale, alla richiesta di nuove o più intense sollecitazioni, reagiscono come tutti i muscoli che "subiscono" l'allenamento.

Nella clip in oggetto, si evidenziano dei punti che ho sottolineato nella clip stessa.

La parte più interessante però è rappresentata da ciò che l'atleta non evidenzia e cioè che lui si allena e gioca senza prestare attenzione all'utilizzo della nuova postura dinamica.

In pratica è la conferma del percorso di apprendimento più preciso e veloce a cui mi riferivo rispetto a quello che viene utilizzato di default dalla metodologia tentativo ed errore tramite ripetizioni.

E' un aspetto cognitivo piuttosto interessante ritengo....

domenica 6 aprile 2014

Match analysis - Evoluzione software

www.youtube.com/watch?v=GYCvSSpZsIM

Come si sono evoluti i software per la match analysis?
Sicuramente hanno fatto dei passi da gigante...

E' ben vivo nella mia memoria il ricordo si softwarre pressochè testuali dove le figure erano quantitativamente e qualitativamente insignificanti. Per non parlare di video...

Questo articolo vuole evidenziare che gli avanzamenti sono stati sempre e giustamente, aggiungo, basati sui criteri della match analysis come mezzo per verificare quanto avviene durante le partite.

La clip presenta altre differenze tra la match analysis classica e quella non lineare secondo i miei criteri di individuazione.

Si evince che le due tipologie non solo non sono contrastanti ma si integrano per avere una visione più completa.

Per visione più completa non intendo qualcosa di più approfondito ma qualcosa che è a lato. Per usare una metafora visiva, non un aumento di acuità visiva ma un allargamento del campo visivo.

E non è finita qui...

giovedì 3 aprile 2014

Match analysis - Chiarimenti


www.youtube.com/watch?v=NG6tYZDSfoc

Continua la presentazione del metodo di match analysis non lineare che utilizzo da anni. 

Le differenze fondamentali tra le due sono molteplici e non sempre ben identificabili. La match analysis non lineare è tale proprio perchè non è possibile identificare una qualsiasi "regolarità" che possa essere descritta secondo il metodo scientifico così come lo conosciamo ed utilizziamo.

Per chi volesse approfondire può visionare un qualche video di meccanica quantistica e teoria del caos.

In pratica si tratta di lavorare sulla probabilità e su un parametro analogo per certi versi, l'attrattore strano.

La difficoltà che incontro principalmente è riadattare i "contesti" elaborati con questi sistemi di riferimento in funzione della statistica, elemento di base della match analysis classica. 

Solo poche elaborazioni sono riuscito a "codificarle" tra i due "mondi" ma mi hanno molto gratificato.

La considerazione principale però è che non riesco a gestire il tutto come vorrei. Ciò per capacità, competenza e limitatezza intelletiva nonchè tempo e fondi. Probabilmente vi sono tanti "tesori" che non penso verranno scoperti... 

Questo video allarga la visione a settori che non rientrano nello stretto ambito sportivo proprio a dimostrazione che il problema è più ampio.

Con il prossimo video rientro in ambito calcistico e proporrò una partita dove Buffon ha sfoggiato una prestazione più che buona e la match analysis classica lo conferma; pure io lo confermo utilizzando quei parametri. Però...

...però la match analysis non lineare non mi "dice" se la prestazione è stata più o meno buona ma fornisce una serie di informazioni sul come potrebbe essere stata se...

In pratica la match analysis analizza (scusate la semiripetizione ma è il vocabolo che ritengo più idoneo) la prestazione mentra la match analysis non lineare analizza la potenzialità.
Poi tutto ritorna alla prestazione...

sabato 29 marzo 2014

Specifiche ricerca infortunati parte 1


La scienza ed il metodo scientifico presentano delle incongruenze notevoli. Consideriamo una semplice domanda: lo stretching fa bene o no? Esistono ricerche a iosa che asseriscono una risposta ed altre che affermano il contrario. Tutte accettate come scientificamente valide. Allora si provvede a suddividere lo stretching per categorie: dinamico, balistico, statico passivo e/o attivo.. Ognuna di queste categorie presenta ancora esiti contraddittori di ricerche scientifiche. 

E' evidente che ognuna di queste ricerche elabora dei dati che sono diversi in partenza: una li rileva in ambito di una squadra universitaria di football americano, un'altra nelle scuole di secondo grado, un'altra nel contesto calcistico professionistico ed un'altra ancora in ambito dilettantistico...
E' insomma credibile che i risultati possano essere diversi.

Allora ho pensato di eliminare la raccolta dei dati. Prendo in considerazione una ricerca scientifica seria ed attendibile; almeno un autore lo conosco personalmente ed è sicuramente un professionista competente. Lo ritengo uno dei migliori, se non il migliore, nei suoi ambiti di interesse. Non è quindi in dubbio la validità scientifica della ricerca e la procedura attuata. Semplicemente vi sono incongruenze nel metodo scientifico che non permettono una risposta affidabile come invece normalmente si crede. Personalmente non mi interessa "criticare" il metodo scientifico ma se e quando trovo una incongruenza posso poi utilizzare una soluzione che si affianca a quella consolidata aumentan- done la validità complessiva. Insomma, una sorta di plug-in enorme che espande le funzionalità di un programma. 

Altro punto che è vincolante è il seguente:
una volta trovato il plug-in, lo stesso ed il programma originale debbono essere sottoposti al modello del metodo scientifico.

Questo è il mio iter per presentare soluzioni chiavi in mano.
Poniamo ora che un allenatore o un preparatore atletico si chiedano quali orientamenti metodologici si debbano seguire per avere il minor numero di assenze per infortunio durante la prossima stagione. Ci sono dei dati che possano fornire informazioni attendibili? La ricerca del prof. Sassi e del prof Castaldi porta dati attendibili in merito. Però un'altra ricerca, basata sugli stessi dati, porta a risultato pressochè opposto. Nonostante ciò ambedue restano scientificamente valide...
Come si debbono allora comportare le due figure tecniche citate in precedenza?

Un bel problema...

Il secondo video fornirà alcune info sul mio pensiero per affrontare ciò ma è molto complicato, difficile, paradossale...
Le risposte che ho avuto portano ad altre domande molto più inquietanti per certi versi. Però mi piace perchè riesco a mettere a fuoco tante "situazioni", convinzioni, abitudini che sono accettate per valide (e lo sono quasi sempre) ma che possono esssere aumentate di valore intrinseco con "aggiustamenti", "correzioni", "patch"...
Questo è il mio obiettivo, lo ribadisco a scanso di equivoci.

Tutto ciò mi ha impegnato moltissimo ed è la causa che mi ha portato a limitare le pubblicazioni nei social network.

mercoledì 19 marzo 2014

Diario di una esperienza 2 - Primo ostacolo

http://youtu.be/sUhqtSqUojs

Seconda parte del diario di una applicazione del metodo di ottimizzazione.

In questo video è compreso un arco di tempo che permette di valutare l'effettivo cambiamento di utilizzo della postura.

Il segnale principale è rappresentato dal nuovo sintomo e cioè la contrazione del sartorio.

Gli allenamenti sono stati tutti eseguiti assieme ai compagni. Nessuna limitazione se non la condizione fisico/atletica del momento. Sono compresi anche i lavori di forza. 

Interessante notare che il periodo in questione era molto piovoso per cui si alternavano allenamenti in campi molli ad allenamenti in campi sintetici e/o "di sabbia" (base estremamente compatta e "polvere" più o meno fine sopra)

Il punto interessante è la contrazione del sartorio. Per me è stata una sorpresa perchè ero convinto che l'adattamento si sarebbe realizzato coinvolgendo la cresta iliaca destra oppure il ginocchio destro. Oltre l'80% dei casi coivolgono queste parti del corpo. Altro punto di rilievo è la caviglia. Non mi era mai capitato che un problema sugli adduttori trovasse il suo massimo punto di coimpensazione in un muscolo così vicino come il sartorio. 

Il ragazzo studia Terapia Occupazionale per cui conosce e distingue con competenza i vari muscoli. Insomma informazioni con relative sensazioni estremamente precise. Nessun dubbio quindi in merito a ciò.

Proseguendo nel percorso dovrò quindi seguire con attenzione la "traiettoria" dello spostamento dell'utilizzo della proiezione del baricentro al suolo.

Ribadisco alcuni punti:

- l'atleta esegue con me 20 minuti di skip ed andature a bassa intensità prima dell'allenamento; per il resto è a completa disposizione del mister e dei preparatori

- non è guarita la pubalgia semplicemente perchè il metodo di ottimizzazione non cura; serve invece a trovare nuovi "equilibri dinamici posturali" che evitino sovraccarichi localizzati nelle parti dolenti o più "instabili". 

Ciò è dimostrato anche dalla sensazione ritrovata di fastidio/dolore quando "perde" la nuova postura e riutilizza quella consolidata.

Da qui un semplice test da eseguire in 5 minuti per verificare se il metodo di ottimizzazione funziona. Ecco lo svolgimento:

1) 4/5 metri utilizzando la postura sua consolidta
2) 4/5 metri utilizzando la nuova postura

Si ripete questa alternanza più volte. Se il soggetto afferma che percepisce fastidio nel primo caso e lo stesso fastidio sparisce nel secondo caso e ciò si verifica ogni volta che si cambia l'utilizzo della postura,  beh allora possiamo star certi che il metodo di ottimizzazione fornisce risultati eccellenti. Il tutto subito e senza rischi per l'atleta.

Al metodo non servono medicinali, terapie e /o manipolazioni. Ricordo che esso è applicabile quando il soggetto è al di fuori della fase medica ed ha l'autorizzazione ad allenarsi assieme alla squadra. Infatti i miei esercizi non sono altro che gli stessi esercizi che esegue coi compagni.  Anzi, a ben vedere, l'intensità più elevata che utilizza è il 50/60% del massimale, ben inferiore alle richieste dei carichi di reattività e forza e velocità...

Ed ecco una buona domanda: se egli utilizza gli stessi esercizi che esegue normalmente durante gli allenamenti settimanali, addirittura con minore intensità, perchè il metodo funziona? Insomma, non sono gli esercizi ma un "qualcosa d'altro". Gli esercizi sono come il cavallo di Troia, servono a "trasportare" le informazioni che desidero siano apprese.

"Semplice" rielaborazione cognitiva.

domenica 9 marzo 2014

Diario di una esperienza 1

http://youtu.be/hD8ft0KmDpw

Questo è il primo video di un diario che vuole documentare una esperienza diretta della applicazione del mio metodo di ottimizzazione.

Ogni volta che saranno eseguiti gli esercizi pubblicherò una intervista con riferimento al lavoro svolto dall'atleta con i compagni ed in relazione al suo "stato fisico". L'intervista è eseguita nell'incontro successivo in modo da disporre delle informazioni relative all'allenamento stesso ed eventuali problematiche che possano sorgere nell'intervallo di tempo tra una seduta e l'altra.

Si tratta di un ragazzo con problemi di pubalgia. La descrizione ed il suo stato al momento dell'inizio dell'attuazione del mio metodo li espone lui stesso nel video.

Per me è importante che l'atleta venga dichiarato in grado di reiniziare l'attività sportiva al difuori delle competenze mediche. Insomma, a disposizione del mister e non seguito dalla sezione medica direttamente.

Ciò non perchè il mio metodo è in contrasto con quanto il settore medico prevede bensì perchè l'atleta esegue gli stessi esercizi che esegue normalmente allenandosi; inoltre l'intensità è molto bassa, tra il 20 ed il 40% di quella massimale.

Tanto è vero che gli esercizi sono eseguiti 20 minuti prima dell'allenamento che l'atleta attua con il gruppo sin dall'inizio.

Niente medicine, terapie e /o manipolazioni.

"Semplice" rielaborazione cognitiva.